LONTANO DA TE

Sofia, poco più di vent’anni, vive a Londra con la consapevolezza di aver raggiunto gli obiettivi che si era prefissata: un lavoro da sempre sognato, un ragazzo che ama, un futuro che si schiude radioso. Eppure, tra le pagine del suo diario, aleggiano un'ombra e un ricordo che hanno a che fare con una vecchia fotografia, l’unico elemento che la lega ancora alla sua amata Toscana. In quell’immagine, un volto: quello di Bianca. Così diversa e al contempo simile a lei. E sarà proprio il desiderio di incontrare di nuovo sua sorella a riportarla nella natia Siena.  Sofia si muoverà tra le luci e le ombre di una scommessa: il tentativo di comporre il suo quadro vivente, la trasposizione dell’Ophelia di J.E. Millais, basandosi sulle fattezze di Bianca che somiglia così tanto alla musa originale dell’artista, la grande Elizabeth Siddal. Giunta a Siena, si troverà immersa in un’avventura dalle mille sfumature, che la porterà a incontrare personaggi misteriosi e accattivanti come l'anziano Moses, a interrogarsi sul suo passato e sugli accadimenti che l’hanno strappata alla sua terra. Un percorso non facile, in cui tenterà di riconquistare anche la fiducia di Bianca. Ma prima dovrà affrontare i propri demoni e, finalmente, raccontare la verità sulla notte che le ha unite e divise, forse per sempre.

 

 

 

 

L’odore degli ulivi è una carezza leggera. Terra arsa vibra nella calura del mezzogiorno. Rovi, serpeggiare di lucertole che scaldano il ventre sugli spigoli di pietre ardenti.

Il bucato è steso in giardino. Respira il profumo di lavanda e di lino appena lavato. L’abbaiare di un cane copre le distanze solcate da prati di erica e mirto.

Ma è al di là dei muri di sasso.

Lì dentro, con la carezza fresca del cotto sotto i piedi scalzi, la casa è un’anima silenziosa, senza battito. Avverte il suo respiro freddo, al centro del grande salone. Si sforza di isolare rumori familiari, la sensazione di passi.

Sfiora la ringhiera della scala a chiocciola che dal soggiorno porta alla sua stanza. Esita. Gocce si confondono in un tintinnare orgoglioso che si gonfia e riempie le orecchie. Ostinato, a ogni passo ribolle e confonde. Onde di mare. Risacca. La consapevolezza che sia un sogno non basta a calmare i battiti. Sofia guarda la sua mano. Si aggrappa con più forza alla ringhiera mentre continua a salire. Seguendo le sue gambe stanche. Vorrebbe tirarsi indietro e fermarsi. Sa che lassù c’è qualcosa che non deve vedere. Che non vuole vedere. Ma sa che sarebbe inutile. Perché lei ha già visto.

 

 

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